Il «Lessico pratico» per l’italiano lingua di lavoro in un’ottica europea

 

Bruxelles, 5 dicembre 2018. «Grazie, Isabella De Monte, per l’ospitalità qui in questa Istituzione dove sono arrivata nel 2002, come giornalista accreditata. Non potevo certo immaginare che, sedici anni dopo, un mio lavoro, anzi il frutto del mio lavoro, del mio percorso professionale, avrebbe trovato una tanto prestigiosa collocazione  nell’alta Assemblea dell’Unione».

Il «Lessico pratico di italiano giuridico per stranieri» – edito da Istituto Armando Curcio University Press, Collana Didattica e Ricerca, diretta dalla dottoressa Sabrina Aulitto – è stato presentato, infatti, al Parlamento europeo di Bruxelles, nell’ambito dell’evento dal titolo «L’italiano lingua di lavoro in un’ottica europea».

L’incontro è stato ospitato dall’eurodeputata Isabella De Monte e organizzato in collaborazione con l’associazione degli alumni dell’Università «La Sapienza» di Roma, NoiSapienza Bruxelles – presieduta da Flavia Silvestroni, avvocato specializzato in diritto del Commercio internazionale – di cui faccio fieramente parte. E non è un caso che il libro sia dedicato al professor Angelo Raffaele Latagliata, nel 1987 ordinario della cattedra di Diritto penale alla facoltà di Giurisprudenza dello storico Ateneo (e membro della Commissione ministeriale Pagliaro per un progetto di riforma del Codice penale nel 1988), che avrebbe dovuto essere relatore della mia tesi di laurea se non fosse prematuramente scomparso nel 1990. Il Prof più sorridente della Sapienza, nella quale, ha precisato l’avvocato Silvestroni, «si sono laureati anche il presidente Tajani e l’onorevole Silvia Costa».

«Sono stata molto contenta di riscontrare tante adesioni all’iniziativa. Il “Lessico pratico di italiano giuridico per stranieri” introduce  un argomento specifico, al tempo stesso di interesse generale – ha esordito Isabella De Monte, triestina, laureata in Giurisprudenza, avvocato,  convinta che «chi ha a cuore la materia giuridica, la ama al momento dello studio, poi continua per l’intera vita». Del resto il diritto riguarda tutti noi, l’esistenza di ogni giorno, da quando compriamo il giornale a quando firmiamo un contratto di somministrazione per la fornitura di gas o di elettricità. Per non parlare poi delle «Istituzioni UE, dove si fa per definizione la legislazione.  Nella Commissione Trasporti, di cui faccio parte, il pacchetto stradale è quello tra i più complessi. Quando abbiamo trattato il tema della casa, e dei concetti di residenza, domicilio, dimora, che nell’ordinamento italiano sono ben definiti, negli altri Stati membri non sempre, in sede di discussione del regolamento abbiamo dovuto negoziare e chiarire i diversi istituti. Impossibile, dunque, trascurare oggi le declinazioni tecniche di una lingua, come l’italiano, soprattutto se vogliamo che sia anche lingua di lavoro».

Per giungere a parlare di come è nato il «Lessico pratico», non potevo non ripercorrere la personale esperienza nell’insegnamento dell’italiano a stranieri e, in particolare, di un italiano specialistico, supportato dalla formazione giuridica.

Tutto comincia dalla collaborazione, nel 2004, con l’Istituto Italiano di Cultura dove – dopo diversi corsi individuali a interpreti e funzionari di aziende che lavoravano con l’Italia – nel 2007 parte il primo corso di italiano giuridico di gruppo. Due avvocati, una traduttrice, un’interprete, due imprenditori:  un’iniziativa di successo.

Con l’arrivo all’IIC, nel 2012, come responsabile della formazione, di Rita Giannini Watson, giurista, con esperienza in didattica dell’italiano agli stranieri, attività politica all’attivo, far nascere corsi di gruppo di italiano giuridico è stato un processo naturale. I destinatari erano prevalentemente interpreti, giuristi, giuristi linguisti, funzionari.

Quando uno studente di Giurisprudenza di Gent, che doveva partire per l’Erasmus in Italia, ci comunica che non poteva venire a Bruxelles con facilità, ci siamo inventati i corsi a distanza, via skype, che ancora realizzo con frequenza in diversi Paesi europei.

Nel 2014, con un protocollo firmato tra l’IIC e il Collège d’Europe, vengono attivati i corsi di italiano nella sede di Bruges dove, a gran richiesta degli studenti, tengo anche seminari di italiano giuridico e politico.

Comincia nel 2015 la collaborazione con AIIC Belgio, Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza, e con la direzione della formazione per gli interpreti alla  Corte di Giustizia dell’UE: i primi seminari di italiano giuridico tenuti all’interno dell’Istituzione di Lussemburgo!

Sono del 2016 i primi corsi intensivi allo SCIC, il Servizio Comune Interpretazione e Conferenze della Commissione europea.

In pochi anni, dunque, le esigenze della formazione linguistica cambiano. La contestualizzazione diventa necessaria per ben interpretare e tradurre.

Per usare i termini giusti bisogna conoscere a fondo il significato dei corrispondenti. Chi sa spiegare la differenza tra il GIP e il GUP?

E tra impresa, azienda e ditta?

Cosa è l’incidente probatorio?

Il PM è un giudice o un avvocato?

E perché c’è chi traduce il whistleblower inglese nell’italiano “informatore” – parola del linguaggio comune che non rende certo l’idea del “segnalante di fatti illeciti”, come correttamente lo definisce la legge italiana?

«Abbiamo fatto un bel percorso con Maria Cristina all’IIC» ha raccontato Rita Giannini Watson, funzionaria di UK Law Societies.  «Abbiamo molto in comune, tutte e due laureate in giurisprudenza, professori di italiano come lingua straniera. Devo dire per me non con la passione con cui l’ha fatto e lo fa Maria Cristina: io sono stata un’insegnante competente, ma non di più.  Però mi ha fatto un po’ tornare al primo amore, quello per il diritto».

Perché l’italiano come lingua di lavoro?

«Perché l’italiano è una lingua diffusa in quanto è amata», spiega la dottoressa Giannini. Ho visto in Inghilterra che la gente imparava la nostra lingua perché bella, lingua della musica, dell’arte, della cucina, della cultura. Un amore che non sempre si traduce nell’uso tecnico e quotidiano dell’italiano. È una lingua ponte, diciamo, però c’è un grosso problema nell’insegnamento dell’italiano specialistico, giuridico ma non solo, per esempio nell’astrofisica, nella biologia, nella medicina. Ed è la preparazione dei formatori. Unitamente al riconoscimento ufficiale dello status di professore di italiano come lingua straniera. Purtroppo manca una politica generale dell’Italia nella diffusione dell’italiano anche lingua di lavoro».

«La pensiero immediato che mi è venuto in mente nel preparare questa serata è stato non il primo amore, ahimè, ma il primo esame, “Istituzioni di diritto romano”» ha esordito l’avvocato Francesco Maria Salerno, direttore della sede di Bruxelles dello Studio Gianni-Origoni-Grippo-Cappelli & Partners, che ha egregiamente curato la Prefazione del volume. «Se penso a quell’esame, e penso al tipo di diritto che faccio oggi mi rendo conto della grandissima ricchezza della nostra tradizione giuridica millenaria, con cui esiste ancora un filo di continuità».

«Vi confesso, però, che spesso questa grande cultura può essere anche un peso. Sapete che Marco Tullio Cicerone, uno dei più grandi avvocati e oratori, era balbuziente? Non perché fosse malato bensì perché, si racconta, soffriva di “troppa cultura”. Avendo tante idee e troppe cose da dire, spesso l’incipit del discorso era frenato».

«Io penso che ogni tanto a noi giuristi italiani succeda la stessa cosa: siamo un po’ schiacciati dal peso della cultura millenaria che ci portiamo dentro. Ed ecco allora che saluto questo libro perché libera la cultura giuridica nella sua agilità, nella sua essenzialità. Permette agli stranieri di avere un accesso facile al nostro grandissimo patrimonio: è bello sentire che la professoressa ricorda gli studenti presenti uno per uno con i loro nomi. Credo sia una cosa straordinaria, che fa comprendere che dietro al “Lessico” vi sono veramente i suoi destinatari».

«Per me, come giurista italiano», l’avvocato Salerno lo sottolinea, «è un supporto proprio perché spesso quello che facciamo qui è un diritto che dobbiamo spiegare, comunicare alle Istituzioni e nel settore privato; dunque avere un libro che ci dà il contesto  anche di rami del diritto che non pratichiamo tutti i giorni è un grandissimo aiuto nel nostro lavoro di “interpreti”, non quelli seduti in queste cabine dietro le mie spalle, ma quelli che si accostano al testo giuridico e la prima cosa che fanno  è cercare di capirlo, di interpretarlo per spiegarlo, per difendere, per promuovere, per persuadere».

Ma come è nato il «Lessico pratico di italiano giuridico per stranieri»?

Fin dal mio primo corso di italiano giuridico all’IIC di Bruxelles, l’esigenza emersa nell’immediato era stata quella di un testo di riferimento, dove poter approfondire o ritrovare i termini, i concetti e gli istituti analizzati in aula.

Avevo pensato di sopperire all’inizio con schede esplicative, che accompagnavano il materiale autentico su cui baso puntualmente ogni mio corso. Per poi giungere, alla fine di ogni anno accademico, a creare vere e proprie dispense che assemblavano organicamente i documenti sui soggetti trattati e servivano da «libri di testo» per gli anni successivi. Non so se si può immaginare la soddisfazione provata, un giorno, quando Lucia Ventura, un’interprete di conferenza  italiana assidua frequentatrice dei miei seminari, mi disse: «Lo sai che vado in cabina con le tue dispense?».

Dall’altro lato, la sempre maggiore richiesta – nel contesto dell’Unione europea – dell’insegnamento dell’italiano specialistico e settoriale, da utilizzare anche come lingua di lavoro. La costante testimonianza di colleghi che, nei livelli più avanzati, soprattutto con i professionisti, si trovavano in difficoltà – e non c’è da meravigliarsi – con una terminologia che presuppone una formazione prettamente giuridica e non dà nulla per scontato. E l’auspicio, a più voci, di pubblicazione delle dispense, mi ha motivato maggiormente ad affrontare questo non semplice lavoro.

Il principale scoglio da superare è stato deciderne la struttura: corredare ogni argomento con gli articoli di stampa – anche specialistica – sottoposti agli allievi, sarebbe stato bello. Ma poco pratico da realizzare per diversi motivi. E poi, pensando a Lucia che si portava in cabina le scomode dispense formato A4, mi sono detta che avrei dovuto realizzare un testo maneggevole e di facile consultazione.

Un Lessico pratico, dunque, perché vuole essere uno strumento di lavoro utile nel concreto. In cabina, in aula o in studio, è strutturato in ordine alfabetico per favorire una facile consultazione,  ed è arricchito dalla comparazione per guidare la comprensione anche di chi – italiano o straniero – giurista non è.

E, poi, europeo, nell’ottica di una auspicata futura collocazione dell’italiano – a pieno titolo – tra le lingue di lavoro dell’UE.

«Non voglio più sentir dire che il diritto è noioso», ha puntualizzato l’onorevole De Monte. «In questa sede ospitiamo molte iniziative ma stasera sento proprio l’entusiasmo e il piacere di occuparsi di tali materie. Mi è piaciuto anche leggere di termini non propriamente trattati nell’ambito europeo ma che sono invece molto importanti a livello italiano». Perché l’UE non ha competenza legislativa  in materia penale, «ma vai a confondere la concussione con la corruzione, e per la gravità del reato e per la sanzione…».

«Anche il tema delle Istituzioni è fondamentale: molti ancora confondono la Commissione con il Parlamento. Ti avrei voluto far leggere un articolo dove Tajani veniva definito il presidente del Consiglio d’Europa. Sono affermazioni che fanno inorridire. E’ importante, soprattutto in questo momento in cui ci avviamo alle elezioni europee, trasmettere la conoscenza, la cui mancanza causa discredito. Temo sia diffusa l’idea che gli europarlamentari abbiano iniziativa legislativa e che quindi siano paragonati a deputati o senatori nazionali, il che produce anche un’aspettativa diversa».

«C’è dunque un valore, sotto vari profili, di questo libro, e del lavoro importante e grosso che vi si percepisce alle spalle. E credo anche con un’esigenza di continuità e di aggiornamento in futuro», suggerisce in conclusione l’Eurodeputata.

Di certo, il contenuto del Lessico pratico non è esaustivo. Vi sono richiamati i termini, i concetti e gli istituti che emergono di regola durante i miei corsi e  seminari; corrispondono alle domande a cui rispondo dal 2007 – pur nelle trasformazioni della prolifica legislazione italiana – ai numerosi studenti che si pregiano di seguirmi in questo percorso. Con l’obiettivo di trasmettere tutta la passione che provo per l’italiano del diritto fin da quel 5 novembre 1985 quando, entrando nell’aula magna di Giurisprudenza,  sentii ripetere, più volte durante le prime ore di lezione, e rimanendone affascinata: «Ubi est societas ibi est ius. Ubi est ius ibi est societas» (Là dove è un corpo sociale organizzato, lì vi è diritto. Dove è diritto, là vi è un corpo sociale organizzato).

 

Il Lessico pratico di italiano giuridico per stranieri al Parlamento europeo

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L’italiano lingua di lavoro in un’ottica europea – Parlamento europeo, Bruxelles

Bruxelles, 13 novembre 2018. Quando, nella primavera del 2002, varcai per la prima volta la soglia del Parlamento europeo a Bruxelles (conoscevo già da tempo  le sedi di Strasburgo e di Lussemburgo), non avrei certo immaginato che – sedici anni dopo – un mio lavoro avrebbe trovato una tanto prestigiosa collocazione  nell’alta Assemblea dell’Unione.

Il «Lessico pratico di italiano giuridico per stranieri» – edito da Istituto Armando Curcio University Press, Collana Didattica e Ricerca, diretta dalla dottoressa Sabrina Aulitto – verrà  infatti presentato il prossimo martedì 20 novembre, nell’ambito dell’evento dal titolo «L’italiano lingua di lavoro in un’ottica europea», alle ore 18.00, nella (bella) sala P1C047 del Parlamento.

L’incontro è ospitato dall’eurodeputata Isabella De Monte e organizzato in collaborazione con l’associazione degli alumni dell’Università «La Sapienza» di Roma, NoiSapienza Bruxelles – presieduta dall’avvocato Flavia Silvestroni – di cui faccio fieramente parte.

E non è un caso che il libro sia dedicato al professor Angelo Raffaele Latagliata, nel 1987 ordinario della cattedra di Diritto penale alla facoltà di Giurisprudenza dello storico Ateneo (e membro della Commissione ministeriale Pagliaro per un progetto di riforma del Codice penale nel 1988), che avrebbe dovuto essere relatore della mia tesi di laurea se non fosse prematuramente scomparso nel 1990. Il Prof più sorridente della Sapienza.

Tenendo, nel 2007, il mio primo corso di italiano giuridico all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, l’esigenza che emerse nell’immediato tra i partecipanti – stranieri di sei diverse nazionalità – fu quella di un testo di riferimento, dove poter approfondire o ritrovare i termini, i concetti e gli istituti analizzati in aula.

Pensai di sopperire all’inizio con schede esplicative, che accompagnavano il materiale autentico su cui baso puntualmente ogni mio corso. Per poi giungere, alla fine di ogni anno accademico, a creare vere e proprie dispense che assemblavano organicamente i documenti sui soggetti trattati e servivano da «libri di testo» per gli anni successivi. Non so se si può immaginare la soddisfazione provata, un giorno, quando Lucia Ventura, un’interprete di conferenza  italiana assidua frequentatrice dei miei seminari, mi disse: «Lo sai che vado in cabina con le tue dispense?».

Dall’altro lato, la sempre maggiore richiesta – nel contesto dell’Unione europea – dell’insegnamento dell’italiano specialistico e settoriale, da utilizzare anche come lingua di lavoro. La costante testimonianza di colleghi che, nei livelli più avanzati, soprattutto con i professionisti, si trovavano in difficoltà – e non c’è da meravigliarsi – con una terminologia che presuppone una formazione prettamente giuridica e non dà nulla per scontato. E l’auspicio, a più voci, di pubblicazione delle dispense, mi ha motivato maggiormente ad affrontare questo non semplice lavoro.

Il principale scoglio da superare è stato deciderne la struttura: corredare ogni argomento con gli articoli di stampa – anche specialistica – sottoposti agli allievi, sarebbe stato bello. Ma poco pratico da realizzare per diversi motivi. E poi, pensando a Lucia che si portava in cabina le scomode dispense formato A4, mi sono detta che avrei dovuto realizzare un testo maneggevole e di facile consultazione, sia per i partecipanti ai corsi e seminari che per un professionista al lavoro o per un collega in aula.

Ed ecco il «Lessico pratico di italiano giuridico per stranieri», di cui dialogheremo con l’onorevole Isabella De Monte, con la dottoressa Rita Giannini Watson, funzionaria di UK Law Societies, e con l’avvocato Francesco Maria Salerno, direttore della sede di Bruxelles dello Studio Gianni-Origoni-Grippo-Cappelli & Partners, che ha egregiamente curato la Prefazione del volume.

E con tutti gli studenti stranieri, i funzionari e gli eurodeputati che avranno il piacere di unirsi a noi.

Un Lessico pratico perché vuole essere uno strumento di lavoro utile nel concreto. In cabina, in aula o in studio, è strutturato in ordine alfabetico per favorire una facile consultazione,  ed è arricchito dalla comparazione per guidare la comprensione anche di chi – italiano o straniero – giurista non è.

Ma, soprattutto, europeo, nell’ottica di una auspicata futura collocazione dell’italiano – a pieno titolo – tra le lingue di lavoro dell’UE.

Tajani aan de studenten van het Europacollege: “Vind de sterkte in jullie hart!”

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Il presidente Tajani apre la Promotion Marin

Geschreven door Maria Cristina Coccoluto

Vertaald door Christophe VAN HEMELRYCK

Brugge, 22 oktober 2018, ik ben trots Italiaans te zijn want Italianen zijn Europeanen”. Dit is de boodschap waarmee de Voorzitter van het Europees Parlement, Antonio Tajani, zijn speech opende tijdens de inauguratie van het academisch jaar aan het Europacollege van Brugge. Het was Angela O’Neil, de verantwoordelijke van de lingüistische dienst, die de cerenomie opende. Ze begon met een warm welkom voor de voorzitter van de administratieve raad van het College, Íñigo Mendez de Vigo, en president Jorg Monar, die de beschermheer van de Promotie 2018-2019 voorstelde, de Spanjaard Manuel Marín.

In het College zullen jullie leren hoe de mechanismen van de Instituties werken. Deze Instituties vertegenwoordigen 500 miljoen burgers. Jullie zullen leren hoe het mogelijk was de machtsigste eengemaakte markt ter wereld te creëeren; hoe de euro het falen van de Zorgstaat heeft kunnen verhinderen; hoe we een eerste wereldwijd akkoord hebben kunnen sluiten over het klimaat. Jullie zullen voornamelijk leren hoe de Unie een project is voor de toekomst en een project is dat een strategische agenda nodig heeft.” De Voorzitter richtte zich aanvankelijk in het Frans tot de studenten, waarna hij overschakelde naar het Engels en het Spaans, waarna hij uiteindelijk in zijn moedertaal sprak. Maar ook de studenten van de basiscursus Italiaans konden hem volgen zonder de vertalingen van de tolk: zijn toon is vast, zijn taal is duidelijk en lineair. “Maar vergeet het belangrijkste niet: wanneer jullie Europese functionarissen worden, zullen jullie in dienst staan van de burgers.”

De komende jaren staat de Unie voor vele uitdagingen:

Het project resistenter maken tegen zaken die een bedreiging vormen voor de democratie;

veiligheid en welvaart veiligstellen, wat heel duidelijk inhoudt dat we onze cultuur en het systeem van waarden dat we delen, moeten verdedigen,

een moderne eenheidsmarkt, die voordeel kan halen uit de technologische, energiegerelateerde en digitale revoluties en die de planeet vandaag aan het veranderen zijn;

een Europese begroting, die de uitdagingen aankan en die over zijn eigen inkomsten beschikt;

een meer transparante economische governance, die gebaseerd is op productie-investeringen, die gebaseerd is op de strijd tegen werkloosheid en die de sociale en economische convergentie van de armste en meest achtergestelde regio’s aanmoedigt;

de bedreiging van het terrorisme, waardoor het nodig wordt om de veiligheidsdiensten en de werking van de inlichtingendiensten beter te coördineren;

de verantwoordelijkheid op het wereldtoneel

Tajani twijfelt niet: “De eerste hervorming die moet doorgevoerd worden, moet de terugkeer naar een politiek zijn, die de moed had te beslissen en keuzes te maken. Het ongenoegen in Europa groeit omdat de Unie de burgers niet de antwoorden gegeven heeft die het verwachtte. We moeten veranderen en terugkeren naar een Europea van de politiek, waarin de burocratie zijn natuurlijke rol heeft van een administratieve machine die de aanwijzigen volgt van zij die het volk verkozen heeft.”

Daar stopt hij niet: het Europees parlement moet wettelijk initiatiefrecht hebben: “Het is niet mogelijk dat de enige vertegenwoordigers die door de burgers verkozen zijn geen wetsvoorstel mogen doen. Dit versterkt de indruk, hoewel dat een verkeerde indruk is, dat in Europa een handvol mensen zonder democratische legitimiteit, voor iedereen beslissen”.

De Europese verkiezingen van mei bieden een unieke gelegenheid om een nieuwe weg aan te wijzen. Laten we deze inslaan!”, vraagt de Voorzitter. En aan de 468 studenten van de Marin Promotie, die hem meerdere keren met applaus onderbreken, geeft hij de raad, “komend van een vader van jonge mensen van jullie leeftijd”:

 “Wees moedig!”.

Moed komt niet alleen uit het hoofd, uit kennis, maar voornamelijk vanuit het hart. Als iedereen onder ons gelooft in de Europese waarden en principes, kunnen we de hindernissen overwinnen, die onmogelijk te overwinnen lijken. Niemand, als jullie aan de kant van het recht staan, kan u terugdringen”.

“De leidraad van ons Europa, is de vrijheid waarvoor grote mannen en vrouwen hun leven gegeven hebben. Vandaag, gelukkig, worden jullie niet opgeroepen om haar te verdedigen. Het blijft evenweel een waarde om te verdedigen met inzet en overgave. Als iedereen onder ons overtuigd gelooft in de waarden die aan de basis van Europa liggen, zal dat ons, en zij die ons omringen, toestaan vrij te zijn”.

 “Durf’’.

 “Omarm de veranderingen!”.

 “Zoek de kracht in jullie harten!”.

 

Antonio Tajani aux étudiants du Collège d’Europe: «Trouvez la force dans votre cœur!»

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Il presidente Tajani con i rappresentanti degli studenti, il rettore Monar e il presidente del consiglio amministrativo del Collège Mendez de Vigo

Ecrit par Maria Cristina COCCOLUTO

Traduit par Ophélie MADINIER, cours d’italien B1, Collège d’Europe

Bruges, 20 octobre 2018. «Je suis fière d’être italien parce que je suis européen». C’est avec ces mots que le Président du Parlement européen, Antonio Tajani, a débuté son intervention à la cérémonie inaugurale de l’année académique au Collège d’Europe, à Bruges. La cérémonie a été ouverte par la responsable du service linguistique Angela O’Neil. Elle a chaleureusement accueilli le président du conseil administratif du Collège Íñigo Mendez de Vigo et le recteur Jorg Monar qui a présenté le Patron de la promotion 2018-2019, l’espagnol Manuel Marín.

«Au Collège, vous apprendrez le fonctionnement et les logiques sous-jacentes des institutions qui représentent 500 millions de citoyens; vous apprendrez comment il a été possible de créer le marché unique le plus puissant du monde ; comment l’euro a empêché l’effondrement de l’Etat-Providence ; comment nous sommes parvenus au premier accord mondial sur le climat. Surtout, vous apprendrez que l’Union est un projet d’avenir. Et qu’il a besoin d’un agenda stratégique». Le président s’adresse aux étudiants en français, en anglais, en espagnol et enfin dans sa langue maternelle. Pourtant, même les étudiants du cours d’italien débutant le suivent sans recourir aux casques audio disponibles: son ton est chaleureux et décidé, son langage clair et cohérent.

«Pourtant, n’oubliez pas cette chose essentielle: quand vous deviendrez fonctionnaires européens, vous serez au service des citoyens».

Les défis à venir sont nombreux pour l’Union Européenne:

Rendre le projet plus résistant à la menace qui pèse sur la démocratie;

Garantir la prospérité et la sécurité, ce qui signifie défendre notre culture et le système de valeurs que nous partageons;

Un marché unique moderne, capable de tirer avantage des révolutions technologique, énergétique et numérique qui sont en train de changer le monde;

Un équilibre économique européen à la hauteur de ces défis, qui comptent sur ses ressources propres;

Une gouvernance économique plus transparente, basée sur les investissements productifs et sur la lutte contre le chômage et qui favorise la convergence économique et sociale des régions plus pauvres et désavantagées;

La menace du terrorisme, qui nous impose de mieux coordonner les forces de sécurité et les activités de renseignement;

La responsabilité au niveau mondial.

Antonio Tajani ne doute pas. «La première réforme à faire est le retour à une politique qui a le courage de décider et de faire des choix. Le mécontentement en Europe croît parce que l’Union n’a pas donné à nos citoyens les réponses qu’ils attendaient. Nous devons changer, aller vers une Europe de la politique, dans laquelle la bureaucratie aurait son rôle naturel de machine administrative qui suit les indications de ceux qui ont été élus par le peuple»

Il est aussi nécessaire de donner au Parlement européen le pouvoir d’initiative législative. «Il n’est plus acceptable que les représentants élus du peuple ne puissent pas présenter de proposition de loi. Cela renforce l’impression erronée qu’en Europe quelques personnes sans légitimité démocratique décident pour tous»

«Les élections européennes de mai offrent une opportunité unique pour indiquer une nouvelle route. Saisissons-la ! » appelle le Président. Et aux 468 étudiants de la promotion Marín qui l’ont interrompu plusieurs fois par leurs applaudissements, il recommande, « en tant que père de jeunes gens de votre âge»:

«Soyez courageux!

«Le courage ne vient pas seulement de la tête, de la connaissance, il vient surtout du cœur. Si chacun de nous croit aux valeurs et aux principes européens, nous pouvons franchir des obstacles qui nous semblent insurmontables. Personne, si vous êtes du côté de la justice, ne peut vous faire reculer».

«Le fil conducteur de notre Europe est la liberté pour laquelle d’innombrables femmes et hommes ont donné leur vie. Aujourd’hui, bien heureusement, vous n’êtes plus appelés donner votre vie pour la préserver, mais la liberté demeure une valeur à défendre avec engagement et dévouement. Si chacun de nous croit avec fermeté aux valeurs fondatrices de l’Europe, cela nous permettra, ainsi que ceux qui nous entourent, d’être libres».

«Osez!» «Embrassez les changements!»

«Cherchez la force dans votre cœur!»

Lessico pratico, la prova del 9 del traduttore legale

 

 

Recensione di Arianna Lombardi e Giulia Gentili

Roma, 20 ottobre 2018. In qualità di interpreti e traduttrici, ci imbattiamo quotidianamente nella ricerca del termine perfetto. È difficile, ma imperativo, per chi svolge la nostra attività, compiere scelte consapevoli senza lasciare nulla al caso, soprattutto quando si tratta di testi legali, dato che perfino una piccola imprecisione potrebbe compromettere l’esito finale di un processo. In tal senso, il traduttore non assume solo la funzione di mediatore linguistico e culturale, ma è altresì tenuto a colmare e assottigliare il divario e le discrepanze esistenti tra diverse legislazioni.

Fatta questa doverosa premessa, ci teniamo a raccontare quanto accaduto durante lo svolgimento di una traduzione commissionata da un avvocato civilista.

Dopo aver completato il lavoro, in fase di revisione e a ridosso della data di consegna, veniamo assalite da un dubbio tanto banale, quanto legittimo: nel caso del termine francese saisie, in italiano è più appropriato optare per pignoramento, confisca o sequestro?

Consultiamo le migliaia di risorse online e cartacee, destreggiandoci tra dizionari monolingui e bilingui, ma dopo tante ricerche non siamo soddisfatte. Il tempo scorre e non siamo ancora giunte ad una conclusione. A questo punto, decidiamo di consultare un manuale settoriale acquistato di recente, ma le spiegazioni risultano incomplete e poco chiare.

Consapevoli dell’importanza di una formazione costante, il 3 e 4 settembre 2018 partecipiamo al seminario  “Italia, Europa e Vaticano tra storia e istituzioni, politica e diritto” in cui abbiamo avuto il privilegio di conoscere Maria Cristina Coccoluto, che ci ha illustrato il suo Lessico pratico di italiano giuridico per stranieri. Abbiamo subito pensato di acquistarlo e, mosse dalla curiosità, lo abbiamo consultato alla ricerca di quei termini che ci avevano creato così tanti problemi.

Che differenza esiste nella legislazione italiana tra i tre termini sopra citati?

Confisca: è una misura di sicurezza patrimoniale che tende a prevenire la commissione di nuovi reati mediante l’espropriazione a favore dello Stato di cose che, provenendo da fatti illeciti penali o collegandosi alla loro esecuzione, ne manterrebbero viva l’idea e l’attrattiva. Ha per oggetto le cose che servirono a commettere il reato (arnesi da scasso) e quelle che ne sono il prodotto (alcool distillato di contrabbando) o il profitto (la somma incassata da un pubblico ufficiale per compiere un atto del suo ufficio). La confisca, di regola facoltativa, è obbligatoria per le cose che costituiscono il prezzo del reato e per le cose la cui fabbricazione, detenzione o alienazione costituisce reato, anche se non è stata pronunciata condanna (moneta falsa, armi di ogni tipo). Non può pregiudicare gli interessi legittimi di persone estranee al reato: non sono confiscabili le cose che appartengono a terzi o siano a essi lecitamente pervenute anche dopo la commissione del reato[1].  

Pignoramento è l’atto con cui ha inizio l’esecuzione forzata su beni mobili o immobili del debitore per il soddisfacimento del creditore. È l’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da ogni atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni assoggettati e i loro frutti, con l’avvertimento che qualsiasi azione in tal senso sarà invalida[2].

Sequestro giudiziario: è una misura coercitiva reale, che concerne le cose mobili e immobile di cui sia controversa la proprietà o il possesso fatto che rende opportuno provvedere alla loro custodia o gestione temporanea. Il giudice nomina un custode e fissa i criteri e i limiti dell’amministrazione delle cose sequestrate e della procedura di rilascio[3].

Ecco che tutto sembra più chiaro!

A distanza di poco di un mese, lo abbiamo utilizzato più volte, trovandovi sempre spiegazioni chiare, esaustive e non prolisse.

Si tratta di un manuale tascabile e pratico dove i termini sono inseriti in ordine alfabetico e spiegati in modo semplice. Uno strumento da utilizzare con la stessa funzione che, in matematica, ha la prova del 9 per controllare il risultato di un’operazione aritmetica: consultandolo ho la conferma dell’‘esattezza’ del termine, la corrispondenza esatta.

Arianna Lombardi,+39 3777098234, arianna_lombardi@hotmail.it 

 https://www.linkedin.com/in/arianna-lombardi-905750b5/

Giulia Gentili, +39 3488025089,  giuliagentili91@gmail.com

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[1] M.C. Coccoluto, Lessico pratico di italiano giuridico per stranieri, Istituto Armando Curcio University Press, Roma, 2018, p. 59.

[2] Ibidem, p. 169.

[3] Ibidem, p. 202.

Tajani a los estudiantes del Colegio de Europa: ‘’¡Encontrad la fuerza en vuestro corazón!’’

Tajani
Il Presidente Tajani

Escrito por Maria Cristina COCCOLUTO

Traducido por Álvaro LÓPEZ USATORRE

Brujas, 10 de octubre de 2018. ‘’Estoy orgulloso de ser italiano porque soy europeo’’. El presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, comienza su intervención en la inauguración del año académico en el Colegio de Europa (en la sede de Brujas) con este mensaje. Presentada por Angela O’Neil, responsable del servicio lingüístico, la ceremonia ha visto la calurosa bienvenida del presidente del Consejo Administrativo del Colegio, Íñigo Méndez de Vigo, y del Presidente Jorg Monar, quien ha presentado al Patrón de la Promoción 2018-2019, el español Manuel Marín.

‘’En el Colegio aprenderéis cómo funcionan los engranajes de las instituciones que representan a 500 millones de ciudadanos; cómo ha sido posible crear el mercado único más fuerte del mundo, cómo el euro ha impedido la caída del Estado social; cómo hemos logrado el primer acuerdo mundial sobre el medio ambiente. Sobre todo, aprenderéis que la Unión es un proyecto de futuro, y que necesita una agenda estratégica’’. El Presidente se dirige a los estudiantes en francés en primer lugar, después en inglés, en español y, finalmente, en su lengua materna. Incluso los estudiantes del curso de italiano básico siguen el discurso sin la ayuda de los intérpretes: su tono es firme, su lenguaje es claro y lineal.

‘’Pero no olvidéis lo más importante: cuando os convirtáis en funcionarios europeos, estaréis al servicio de los ciudadanos’’.

Los retos de los años que están por venir para la Unión son muchos:

hacer el proyecto más resistente a las amenazas que acechan la democracia;

garantizar la prosperidad y la seguridad, teniendo bien claro que esto significa defender nuestra cultura y el sistema de valores que compartimos;

un mercado único moderno, capaz de explotar la revolución tecnológica, energética y digital que está transformando el planeta;

un presupuesto europeo a la altura de estos retos, que cuente con sus propios recursos;

una gobernanza económica más transparente, basada en inversiones productivas y la lucha contra el desempleo, que favorezca la convergencia económica y social de las regiones más pobres y perjudicadas;

la amenaza del terrorismo, que nos exige una mejor coordinación de las fuerzas de seguridad y los cuerpos de inteligencia;

la responsabilidad a nivel global.

Tajani no tiene dudas: ‘’la primera reforma a llevar a cabo es el retorno a una política que tenga el valor de tomar decisiones. El descontento en Europa crece porque la Unión no ha dado a nuestros ciudadanos las respuestas que esperaban. Tenemos que cambiar y volver a  una Europa política, en la que la burocracia tenga su papel natural como máquina administrativa que siga las indicaciones de aquellos que han sido elegidos por el pueblo’’.

Esto no es todo: es también necesario darle al Parlamento europeo el poder de iniciativa legislativa. ‘’No es aceptable que los únicos representantes elegidos por los ciudadanos no puedan presentar una propuesta de ley. Así se refuerza la errónea impresión de que en Europa pocas personas sin legitimidad democrática deciden por todos’’.

‘’Las elecciones europeas de mayo ofrecen una oportunidad única para indicar una nueva ruta. ¡Tomémosla! Insta el Presidente. Y a los 468 estudiantes de la Promoción Marín, que lo interrumpen varias veces con aplausos, recomienda, ‘’De un padre de chicos de vuestra edad: ¡sed valientes!. El valor no viene solo de la cabeza o de la conciencia, sino sobre todo del corazón. Si cada uno de nosotros cree en los valores y principios europeos, podemos superar obstáculos que parecen imposibles. Nadie puede hacer que os retiréis si os encontráis en el lado correcto’’.

‘’El hilo conductor de nuestra Europa es la libertad por la cual han dado la vida grandes mujeres y hombres. Hoy en día, por suerte, no se os pide defenderla con la vuestra, pero sigue siendo un valor a ser protegido con empeño y dedicación. Si cada uno de nosotros cree con firmeza en los valores fundadores de Europa, esto permitirá que él mismo y los que le rodean sean libres’’.

‘’¡Atreveos!’’.

‘’¡Abrazad los cambios!’’.

‘’¡Buscad la fuerza en vuestro corazón!’’.

 

Tajani to the students of the College of Europe: “Find strength in your heart!”

TajainiCollège
Il Presidente si rivolge con calore agli studenti del Collegio

Written by Maria Cristina Coccoluto

Traduced by Raiyan AZMI – Italian course B1 – College of Europe

Bruges, 10 October 2018. «I am proud to be Italian because I am European». The President of the European Parliament, Antonio Tajani, opens his speech with this message at the commencement of the academic year at the College of Europe, at its campus in Bruges. Introduced by Angela O’Neil, head of the Language Service, the ceremony saw warm welcomes from the president of the administrative council of the College, Íñigo Mendez de Vigo, and from the principal Jorg Monar, who presented the Patron of Promotion 2018-2019, the Spaniard Manuel Marin.

«In the College you will learn how the gears of the Institutions that represent 500 million citizens work; how it was possible to create the most powerful single market in the world; how the euro prevented the failure of the welfare state; how we managed to reach the first global climate agreement. Above all, you will learn that the Union is a project of the future. And that it needs a strategic agenda». The President addresses the students first in French, then in English, in Spanish and finally in his mother tongue. But even the students of the basic Italian course follow him without the headphones of the interpretation: his tone is warm and decisive, his language clear and direct.

«But do not forget the main thing: when you become a European official, you will be at the service of the citizens».

The challenges of the coming years for the Union are many:

to make the project more resistant to the threat posed by democracy;

to guarantee prosperity and security, with it clear that this means defending our culture and the system of values that we share;

a modern single market, able to exploit the technological, energetic and digital

revolution that is transforming the planet;

a European budget which is up to the challenges, which counts on own resources;
more transparent economic governance based on productive investment and the fight against unemployment, which supports the economic and social convergence of the poorest and most disadvantaged regions;

the threat of terrorism, which requires us to better coordinate security forces and intelligence activities;

responsibilities at the global level.

Tajani has no doubts: «The first reform to be done is the return to a politics that has the courage to decide and make choices. Discontent in Europe is growing because the Union has not given our citizens the answers they were waiting for. We must change and return to a political Europe, where the bureaucracy has its natural role as an administrative machine that carries out the directions of those elected by the people».

Not only that: it is also necessary to give the European Parliament the power of legislative initiative. «It is no longer acceptable that the only representatives elected by citizens cannot submit a bill. This reinforces the mistaken impression that in Europe a few people without democratic legitimacy make decisions for everyone».

«The European elections in May offer a unique opportunity to indicate a new route. Let’s take it!», urges the President. And to the 468 students of Promotion Marin, who interrupt him several times with applause, he gave encouragement, «from a father of children of your age»:

«Be brave!».

«Courage comes not only from the head, from knowledge, but above all from the heart. If each of us believes in European values and principles, we can overcome obstacles that seem impossible. Nobody, if you are on the right side, can make you retreat».

«The common thread of our Europe is the freedom for which great women and men have given their lives. Today, fortunately, you are not called to defend it with yours, but it remains a value to be protected with commitment and dedication. If each of us firmly believes in the founding values of Europe, he will allow himself and those close to him to be free».

«Dare!».                           

«Embrace the changes!»

«Find strength in your heart!».